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Macalube di Aragona
 
Data documento:
19 Aprile 2004

Macalube di Aragona
(Agrigento)


Collocazione geografica

La riserva naturale Macalube di Aragona si trova a circa 15 km a Nord di Agrigento e 4 km a Sud del centro abitato di Aragona.

I luoghi

La collina di Macalube è sita in rigogliose vallate in parte coltivate e in parte ricche di bassa vegetazione spontanea. La particolarità di questi luoghi è caratterizzata dalla fuoriuscita dal suolo di una fanghiglia grigiastra e gorgogliante che, a seconda del periodo, danno vita a piccole escrescenze di tipica forma a cratere vulcanico o a vere e proprie esplosioni dove il fango viene proiettato a diversi metri di altezza formando in aria figure assimilabili ai funghi visibili a seguito di un esplosione nucleare.

La storia

Vai alla galleria fotograficaLa collina sita al centro della riserva si chiamata "Occhiu di macalubi", nome che deriva presumibilmente dalla colorazione biancastra e dalla forma molto arrotondata che ricorda appunto un enorme occhio affiorante dal terreno. Già il filosofo greco Platone la citava nei sui scritti e le leggende su questa zona si sono tramandate nei secoli.

La leggenda più folcloristica narra di una città che in passato era sita sopra la collina di Macalube, una ricca cittadina con un fiorente mercato e una maestosa chiesa sul cui campanile si ergeva un gallo d'oro. La città era pacifica e la vita serena, quando un giorno, due fazioni si scontrarono suscitando le ire della divinità dimorante nella collina che, scontenta di quanto successo, fece sprofondare la città nelle viscere della terra lasciando una landa desolata rigurgitante fango. Il seguito della leggenda narra che ogni sette anni, alla mezzanotte, il gallo d'oro riaffiori dal fango seguito dall'intera città, che riprende vita, chiunque sia presente a tale avvenimento può percorre le vie cittadine e fare acquisti al mercato che diverranno immediatamente oro massiccio. Tale leggenda ha il fondamento nella scomparsa di una cittadina sita nei dintorni della collina a seguito di un eruzione esplosiva.

Nei vari periodi storici la tetra collina ha ispirato numerose leggende, come nel 1087 quando gli Arabi in quei luoghi scacciarono i Normanni a seguito di una cruenta battaglia nella quale fu versato parecchio sangue, da quel giorno si crede sia iniziato a sgorgare dal terreno il liquido grigiastro creduto il "Sangu di li Saracini" (il sangue dei Saraceni).

Nel 1885 lo scrittore Guy De Maupassant definì i "Vulcanelli di Macalube" come "pustole di una terribile malattia della natura".

In passato nonostante le leggende il fango sgorgante dal terreno venne utilizzato spesso per cure reumatiche e di bellezza, ad iniziare dalle popolazioni romane.

Il fenomeno

Vai alla galleria fotograficaNonostante le numerose leggende e le spiegazioni molto folcloristiche fornite in passato il fenomeno dei Vulcanelli di Macalube è semplicemente classificabile come sogente idroargillosa. Infatti i gas contenuti nel sottosuolo quando raggiungono una determinata pressione spingono sui sovrastanti strati argillosi e acquosi, in parte permeando e in parte trasportando le argille non consolidate che si combinano agli strati di acqua salata. Le miscele di gas, argilla e acqua così formatesi giungono in superficie dando vita a semplici specchi d'acqua, quando la quantità di argilla è minima, o a veri e propri coni vulcanici che con l'andare del tempo si innalzano sempre di più.

Il fenomeno e conosciuto anche come vulcanesimo sedimentario e rientra nelle manifestazioni petrolifere superficiali di tipo gassoso, nelle sue manifestazioni più violente, dove cioè il gas è sottoposto a pressioni molto elevate, la collina sovrastante preannuncia gli avvenimenti con un ingrossamento e delle spaccature ortogonali sulla sua superficie.

Un altra particolarità di questa collina è rappresentata da piccoli canyon dell'altezza di circa un metro conseguenza delle forti piogge che scorrono sul terreno, molto fine e ancora non consolidato, scavandolo e creando un paesaggio molto suggestivo.

La flora e la Fauna

Vai alla galleria fotograficaLa flora presente in questi luoghi è modesta anche se varia, infatti non vi sono piante ad alto fusto, ma solo sterpaglie e fiori di campo di vario tipo, sono presenti numerose specie di orchidee che affiorano in prossimità degli stagni temporanei che si vanno a formare nei pressi della collina, quest'ultima rimane però spoglia sia a causa del terreno poco ospitale sia a causa delle fuoriuscite di argilla che ricoprono i vecchi strati di terreno presenti.

Anche la fauna è piuttosto scarsa e si limita ai pochi anfibi che abitano i piccoli stagni e gli insetti che popolano i campi che spesso sono preda di volatili che soggiornano nelle vicinanze sia stabilmente che di passaggio durante le migrazioni.

Ubicazione

Per raggiungere la riserva è necessario percorrere la strada statale 189 (Palermo - Agrigento) e imboccare lo svincolo di Aragona, appena giunti al centro abitato sulla sinistra si dirama la strada per la riserva. La strada è asfaltata, ma una volta giunti in prossimità della riserva è necessario abbandonare l'automobile e percorrere poche centinaia di metri per arrivare ai Vulcanelli di Macalube, da questi luoghi si diramano numerose strade non asfaltate che possono essere percorse per raggiungere sterminati campi dai colori più vari.

Uffici della riserva

Legambiente - Comitato Regionale Siciliano
Via Salvatore La Rosa n° 53 - 92021 Aragona (Ag)
Tel. 0922 699210 Fax. 0922 690021.
E-mail: macalube@oasi.net, macalube@tin.it

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