Articoli

U-AXP


Info e Link

Award
Download
Link
Aiuto
Contatti
Feedback
Informazioni Legali


Sponsor


Ricerca
Home Articoli Fotografia Attrezzature Subacquea U-AXP
Custodia subacquea Ewa Marine U-AXP
 
Data documento:
14 agosto 2004

Custodia subacquea Ewa-Marine U-AXP

La custodia subacquea U-AXP è un alternativa economica alle costose scafandrature subacquee. Ad un primo sguardo questa custodia non è troppo rassicurante, la prima domanda che ci si pone è “con che coraggio porto sott’acqua la mia costosa attrezzatura dentro questa fragile busta ?”. Dopo le prime prove, magari in qualche centimetro d’acqua sul fondo della vasca da bagno, la stima cresce e dentro la custodia neanche una goccia d’acqua. Tale pratica è consigliata dalla stessa ditta che la produce per verificare che durante il trasporto non si sia danneggiata. Dopo aver fatto la prima uscita in mare a pochi metri di profondità ci si accorge che tiene bene e da lì a portarla in profondità è un attimo. Contro ogni aspettativa iniziale la custodia tiene bene anche a profondità rilevanti.

L’alloggiamento

Uno dei pregi migliori di questa custodia è sicuramente rappresentato dall’ingombro notevolmente ridotto rispetto alle scafandrature tradizionali, ingombro che però non influisce sul volume interno estremamente spazioso. Nella custodia, oltre ad un voluminoso corpo macchina reflex, c’è lo spazio per un imponente obiettivo e un grosso flash montato sopra il corpo macchina, rimane inoltre spazio sotto il corpo macchina e lateralmente al flash utilizzabile per piccoli oggetti (personalmente inserisco le chiavi della macchina o barca e il cellulare che spesso non si sa dove lasciare) compresa una o più buste di “silica gel” utili ad evitare il formarsi della condensa.
L’inserimento della reflex non è proprio agevole, ma con un po’ di pratica diventa semplice. Soprattutto con lunghi obiettivi è necessario iniziare a inserire il gruppo obiettivo-macchina di lato e poi ruotarlo verso l’oblò anteriore durante l’inserimento; il flash và sempre inserito a parte e montato in un secondo momento.
Con la custodia vi sono in dotazione due blocchetti di materiale gommoso che possono essere posizionati sotto il corpo macchina delle fotocamere meno ingombranti in modo da portarle al livello dell’oblò. E’ però consigliabile sostituire almeno un blocchetto con un peso per zavorrare la custodia e contrastare la forza di galleggiamento dell’aria contenuta, altra zavorra va assicurata sotto la base.

Gli obiettivi a lunghezza variabile (sia per la messa a fuoco che per lo zoom) necessitano per il loro montaggio all’interno della custodia dell’aposito supporto incluso nella confezione, questa procedura non solo è poco agevole, ma causa una rottura o comunque un malfunzionamento dell’obiettivo in caso di montaggio errato, il supporto serve infatti a bloccare l’oblò ad una distanza superiore alla massima lunghezza raggiungibile dall’obiettivo. Per questo motivo è consigliato utilizzare un obiettivo a lunghezza fissa che non ha bisogno del supporto.

Preparazione all’immersione

La prima cosa da fare è procurarsi i pesi che vanno ancorati per mezzo delle apposite cinghie alla base della custodia, il sistema di attacco rapido permette l’applicazione all’ultimo minuto dei pesi per evitare che questi rovinino la custodia. I pesi utilizzabile sono venduti dalla ewa-marine, ma ad un costo ben più basso è possibile inserire quelli che normalmente vengono utilizzati per le cinture di zavorra.
Dopo aver inserito all’interno della custodia la fotocamera e l’eventuale flash, la Ewa-marine consiglia di inserire una bustina di “silica gel” per evitare che si formi condensa dovuta al raffreddamento dell’aria contenuta nella busta, quest’accorgimento è necessario solo se ci si trova in presenza di aria con un percentuale di umidità molto alta o se si gonfia la busta con il fiato.
La custodia và chiusa utilizzando gli appositi listelli in acciaio annotizzato e serrando le tre viti facendo attenzione a far passare i perni nei fori presenti su entrambe le superfici della custodia.
Per immersioni non profonde (max 20 m) l’aria rimasta all’interno della custodia è sufficiente, ma per immersioni più profonde è necessario gonfiare la custodia, utilizzando l’apposita valvola, in modo che vi sia il maggior volume d’aria possibile.
L’unico accorgimento da prendere prima di mettere in acqua l’attrezzatura è quello di controllare che le viti siano serrate correttamente e che la valvola sia ben chiusa.
E’ necessario zavorrare la custodia che essendo un vero e proprio sacchetto d’aria tenderà a galleggiare, in genere 3 Kg. di zavorra sono sufficienti per una reflex e un obiettivo medio, ma se si aggiunge aria può essere necessario arrivare a 4 Kg.; per una reflex con un obiettivo pesante e un flash si può scendere a 2 Kg. con poca aria e 3 Kg. con sacchetto pieno d’aria.

Uso in immersione

Durante l’immersione è importante verificare, di tanto in tanto, che non vi siano infiltrazioni d’acqua, infatti un serraggio delle viti non corretto o una chiusura della valvola incerta possono pregiudicare la tenuta.
Qualora ci si accorga di un evento simile, non è per forza necessario risalire, in quanto sotto il corpo macchina può tranquillamente accumularsi un po’ d’acqua senza che questa arrivi alla fotocamera o all’obiettivo, ovviamente e necessario non inclinare la custodia e provvedere subito a bloccare l’infiltrazione.
Tutti i comandi della fotocamera possono essere utilizzati attraverso il PVC, ma non è molto agevole farlo se i tasti sono piccoli e ravvicinati, lo scatto è sempre assicurato da una protuberanza che permette al dito di penetrare tra le due lastre di PVC per operare sul tasto di scatto e sui comandi nelle immediate vicinanze. C’è da dire che se si monta un obiettivo ingombrante è molto più semplice scattare senza inserire il dito nell’apposita protuberanza, infatti il corpo macchina viene proiettato in avanti portando il tasto molto vicino alla parete anteriore della custodia (vale ovviamente per le reflex che hanno il tasto di scatto inclinato sul davanti).
L’inquadratura del soggetto non è per nulla agevole, sia perché le reflex hanno un mirino disegnato per essere a contatto con l’occhio, che invece sott’acqua è separato dal PVC della busta, da uno strato d’acqua e dalla maschera, sia perché il PVC sott’acqua spesso acquisisce un aspetto specchiato che riduce la visibilità del mirino.
Dunque lo scatto deve avvenire molto istintivamente, è da escludere decisamente la messa a fuoco manuale, che nonostante sia prevista con un apposito accessorio venduto separatamente, non è quasi mai possibile per la visibilità scarsa attraverso il mirino.

Altri usi

La custodia, nata per scendere sott’acqua, può essere utilizzata in numerose altre occasioni con ottimi risultati.
Un esempio è rappresentato dagli sport acquatici dove spesso arrivano schizzi d’acqua o dove il fotografo e costretto a stare con i piedi a mollo e un eventuale caduta della macchina può decretarene la fine.
Il suo utilizzo è utile anche in presenza di polvere, sabbia, terra, ecc. per evitare che piccole particelle si infiltrino nella macchina e nell’obiettivo o sotto la pioggia battente dove un semplice sacchetto di plastica non basta a proteggere l’atrezzatura.

Precauzioni

Le precauzioni da prendere con questa custodia sono poche, ma importanti:
Non trasportare la custodia con la zavorra attaccata per evitare rotture delle giunture della sacca;
Non strisciare la custodia (vuota o piena che sia) per terra, su superfici ruvide o taglienti per evitare graffi o lacerazioni;
Posizionare correttamente tutta l’attrezzatura prima di chiudere la custodia, sott’acqua risulta particolarmente difficile riposizionarla soprattutto a profondità rilevanti;
Non lasciare mai il corpo macchina all’interno della custodia fuori dall’acqua per evitare che si crei l’effetto serra che nel migliore dei casi rovina la pellicola o la componentistica delle fotocamere digitali;
Controllare il serraggio delle viti e la corretta chiusura della valvola prima di immergere la custodia in acqua;
Controllare periodicamente, durante l’immersione, che non vi siano infiltrazioni d’acqua.

Consigli

Prima di tutto è necessario trattare bene la custodia, evitare che venga a contatto con spuntoni, lame, superfici ruvide, si consiglia di lasciarla nella sua borsa protettiva fino al momento dell’utilizzo e di non lasciarla mai al sole.
Un obiettivo a lunghezza fissa (non focale fissa) è caldamente consigliato per evitare l’utilizzo del supporto distanziatore.
Un laccio in gomma che lega al polso la custodia è consigliato per evitare che sfugga di mano in presenza di corrente.
Controllare prima dell’immersione la carica della batteria della fotocamera, del flash e che la capienza della memoria flash sia adeguata al numero di foto da scattare

Specifiche tecniche

Materiale: PVC laminato
Profondità massima: 50 m
Altezza: 275 mm
Larghezza: 190 mm
Profondità minima:120 mm
Profondità massima: 170 mm
Peso: 680 g
Diametro massimo obiettivo: 72 mm

Accessori

La confezione comprende:

  • Custodia U-AXP
  • Valigetta in plastica morbida
  • Supporto per obiettivo AF
  • Blocchetti di gomma per il posizionamento
  • Cinghie per l’aggancio dei pesi di zavorra
  • Manuale d'uso
  • Due bustine di Silica Gel

Inoltre vi sono i seguenti accessori opzionali:

  • Supporto per l’utilizzo degli obiettivi a fuoco manuale
  • Pesi zavorra Ewa-Marine
  • Supporto aggiuntivo di ricambio per obiettivo AF

Nota personale

Personalmente utilizzo una Canon “Digital Rebel” con obiettivo Tokina AF 28-80 F/2.8 AT-X Pro che nel complesso eccedono i limiti dichiarati dalla Ewa-marine, ma che in realtà si adattano benissimo alla configurazione della custodia, l’obiettivo infatti è a lunghezza fissa e la bocca si incastra perfettamente sull’oblò facendo corpo unico ed evitando di dover inserire l’anello adattatore necessario per obiettivi più piccoli e a lunghezza variabile. Anche la profondità eccede il limite di 1 cm circa (120 mm l’obiettivo e 60 mm la fotocamera), rientrando comunque nei limiti di tolleranza della custodia. Per quanto riguarda il peso, la somma è di circa 2 Kg. (810 g. il Tokina AF 28-80, 645 g. la Digital Rebel, 400 g. il flash Canon 550EX e le 4 batterie per il flash), sono necessari inoltre 2 Kg. di zavorra per rendere l’assetto della custodia quasi neutro in condizioni normali o 3 Kg. gonfiando completamente la custodia.

Conclusioni

La custodia è realizzata con molta attenzione per i particolari, il suo utilizzo è semplice e il prezzo discretamente basso rispetto alle scafandrature anche se piuttosto alto in termini assoluti. L’acquisto di questa custodia è decisamente consigliato a patto che non sia destinata ad un uso professionale (dove una scafandratura diventa obbligatoria) e che non si pretenda troppo da un accessorio che alla fine è realizzato comunque con due fogli di plastica.
Le foto presenti nella galleria subacquea, sono realizzate interamente con una “Canon Digital Rebel” contenuta in una custodia U-AXP.

Pro

  • Prezzo accessibile rispetto alle scafandrature
  • Robustezza
  • Versatilità
  • Trasportabilità
  • Generoso volume interno
  • Possibilità di montare obiettivi possenti
  • Possibilità di montare il flash esterno
  • Supporto per gli obiettivi AF compreso
  • Valigetta in plastica morbida compresa
  • Ottimi consigli sull'utilizzo nel sito della casa produttrice

Contro

  • Poca visibilità del mirino
  • Prezzo alto (nel complesso)
  • Non utilizzabile a profondità elevate
  • Manuale scarno e datato

Link

Ewa Marine

Ultimo Articolo

22 ottobre 2006
Valle dell'Orta
(Galleria)


Fotografie

Arte e luoghi
Astronomia
Fauna
Parchi e riserve
Sport
Subacquea


Area Protetta
User:
Pass: