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Indirizzi IP
 
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24 Febbraio 2003

Indirizzi IP
(Internet Protocol Address Version 4)


Internet è una rete di tipo PSN (Packet Switched Network), ciò significa che due terminali comunicano tra loro per mezzo di pacchetti di dati. Ogni informazione che deve essere spedita tramite la rete viene quindi divisa in pacchetti ed inviata dal computer mittente, il ricevente ricompone i pacchetti per riottenere l'informazione, per fare ciò, considerando il fatto che i terminali che compiono queste operazioni sono milioni, ogni singola macchina, deve poter essere identificabile, avere quindi un indirizzo.

Prima dei 1983 vi erano più reti sparse che non avendo molti utenti, non necessitavano di un indirizzo molto lungo, ma il 1 gennaio 1983 queste reti vengono incorporate in internet grazie alla nascita dell'indirizzo IP; la sua conformazione, definita nel RFC 791, è di una stringa di 32 bit divisi per semplicità in quattro blocchi (detti ottetti) da 8 bit ciascuno, di norma vengono rappresentati in formato decimale e divisi da punti (xxx.xxx.xxx.xxx); ogni blocco quindi è un numero decimale che và da 0 a 255.

Gli indirizzi IP rappresentabili iniziano con lo 0.0.0.0 e terminano con il 255.255.255.255, per un totale di 4,3 miliardi di indirizzi circa, gestiti, almeno nei loro blocchi più grossi dalla IANA (Internet Assigned Numbers Authority) .

Esistono vari tipi di mappatura delle reti (vedi RFC 796) divisi nelle seguenti classi:

Classe A (Blocco 1-127)

Viene utilizzata per reti enormi e utilizza gli indirizzi da 1.0.0.0 a 127.0.0.0, è identificata dal primo bit a zero, 7 bit per indirizzare la rete e 24 bit per indirizzare il terminale, ognuna di queste 127 reti può ospitare fino a 16,7 milioni di terminali

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Network
Local Address

Classe B (Blocco 128-191)

Viene utilizzata per grosse reti e utilizza gli indirizzi da 128.1.0.0 a 191.254.0.0, è identificata dal primo bit a uno, il secondo a zero, 14 bit per indirizzare la rete e 16 bit per indirizzare il terminale, ognuna di queste sedicimila reti può ospitare fino a 65,543 terminali

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Network
Local Address

Classe C (Blocco 192-223)

Viene utilizzata per piccole reti e utilizza gli indirizzi da 192.0.1.0 a 223.225.254, è identificata dai primi due bit a uno, il terzo a zero, 21 bit per indirizzare la rete e 8 bit per indirizzare il terminale, ognuna di queste due milioni di reti può ospitare fino a 254 terminali

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Network
Local Address

Classe D (Blocco 224-239)

Viene utilizzata per l'invio di pacchetti in modalità multicasting (vedi RFC 1112), ossia ogni pacchetto spedito a questi indirizzi viene inoltrato a tutti gli appartenenti al gruppo indirizzato, il range di indirizzi è dal 224.0.0.0 al 239.255.255.255, è identificato dai primi tre bit ad 1 e il quarto a 0, tutti gli altri vengono utilizzati per l'indirizzamento del gruppo multicasting

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Multicasting Group

la lista completa e aggiornata dei blocchi multicasting si trova sul sito della IANA.

Classe E (Blocco 240-254)

Quest'ultima classe è stata lasciata libera per eventuali usi futuri, si avvale degli indirizzi dal 240.0.0.0 al 254.255.255.255 ed è identificato dai quattro bit più significativi ad 1

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Free Address

Alcune reti esterne ad internet (Autodin II, Arpanet, DCET, etc.) sono state fuse utilizzando degli indirizzi di rete riservati seguiti dall'indirizzo che precedentemente aveva il terminale nella rete obsoleta, secondo le specifiche descritte dalla RFC 796, ottenendo anche per queste indirizzi omogenei a 32bit.

Tra la classe A e quella B c'è un "buco" che và dall'IP 127.0.0.1 al 128.0.255.255, questi indirizzi vengono lasciati liberi per indirizzare i terminali delle reti locali non collegati direttamente alla rete, in particolare l'IP 127.0.0.1 è il c.d. indirizzo di lookup ossia con il quale viene identificata la macchina locale.

Vi sono vari enti gerarchizzati che gestiscono gli indirizzi IP e sono le LIR (Local Internet Registry), le NIR (National Internet Registry) e le RIR (Regional Internet Registry), proprio queste ultime mantengono i database dove sono archivati tutti i dati delle società che detengono i pacchetti di indirizzi e sono quattro:

  • APNIC (Asia Pacific Network Information Centre) - Gestore per l'Asia e le regioni del Pacifico;
  • ARIN (American Registry for Internet Numbers) - Gestore per l'America e l'Africa sud sahriana;
  • LACNIC (Regional Latin-American and Caribbean IP Address Registry) - Gestore per l'America latina e i Caraibi;
  • RIPE NCC (Réseaux IP Européens) - Gestore per l'Europa, medioriente, Asia centrale e nord Africa.

Inoltre esistono tre blocchi di indirizzi (vedi RFC 1918) che la IANA cede a società private che non appartengono alla categoria degli ISP (Internet Service Provider) e sono da 10.0.0.0 a 10.255.255.255, da 172.16.0.0 a 172.31.255.255 e da 192.168.0.0 a 192.168.255.255.

Le subnet masking

Le maschere di sottorete (vedi RFC 917 e RFC 950)non sono altro che delle stringhe della stessa lunghezza degli indirizzi IP (32 bit) che hanno il compito di specificare gli appartenenti ad una sottorete, applicare una maschera significa quindi identificare la rete.

Se infatti prendiamo un indirizzo di esempio 23.164.136.138, sappiamo che appartiene alla classe A, e che i bit che identificano la rete sono i primi 8 di conseguenza la maschera di rete sarà 255.0.0.0, infatti applicando questa maschera al IP di esempio vengono portati a 0 tutti i bit che identificano i terminali ottenendo l'ip della rete cioè 23.0.0.0, vediamo l'operazione in formato binario:

Bit
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Indirizzi IP
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23.164.136.138
Mask
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255.0.0.0
Rete
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23.0.0.0

Le maschere di subnet di default sono quindi 255.0.0.0 per la classe A, 255.255.0.0 per la classe B e 255.255.255.0 per la classe C.

La maschera di sottorete ha numerose utilità, quali l'invio di messaggi di broadcasting a tutti gli appartenenti della rete o lo smistamento dei pacchetti da parte dei router, che differenziano in questo modo gli indirizzi interni alla rete da quelli esterni; vi sono, inoltre, anche altri tipi di mascheramento denominati CIDR e sono spiegati nella RFC 1519.

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