Kevin Mitnick (Il Condor)
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Data
documento:
12 Dicembre 2002 |
Kevin Mitnick
(Il Condor)
Era
il 14 febbraio 1995, quando un camioncino Blu con la scritta "Sprint Telecomunications"
si ferma davanti all'appartamento 202 del complesso Players Court nel piccolo
centro di Raleigh, nella Carolina del nord, dal furgone saltano fuori un giapponese
e due tecnici della Sprint, subito vengono affiancati dalle forze speciali dell'FBI
armate di mitragliatori e protette da giubbotti antiproiettile. Si avviamo verso
l'entrata della casa, sfondano la porta e portano via, sotto gli occhi spaventati
dei vicini, un giovane. Questo è l'ultimo atto di una caccia all'uomo
che ha portato all'arresto di Kevin Mitnick.
Nato a Van Nuts (California) nel 1963 Kevin Mitnick, dopo soli
tre anni diventa figlio di divorziati, è un ragazzo prodigio che a soli
8 anni si diletta con i CB, le persone che dialogavano con lui via radio sono
i suoi unici amici, non importa la distanza, non importa l'età, l'importante
e conoscere altri che avevano la sua stessa passione.
A nove anni questo ragazzino, descritto come grassotto, brufoloso
e occhialuto, girovaga per i negozi di elettronica in cerca di pezzi usati da
riutilizzare per i suoi esperimenti; mentre i suoi coetanei giocano a basket
e si divertono, lui rimane rinchiuso nella sua stanzetta a dare forma alle sue
creature, realizza apparecchi, sempre più sofisticati, che lo collegano
al suo mondo, un mondo senza facce, dove ogni persona si identificava semplicemente
con un soprannome, il mondo delle radio e delle comunicazioni via etere.
Ma è a 13 anni che per la prima volta scruta oltre le
radio e intravede un mondo paradisiaco, il mondo del computer, già pochi
anni dopo cambia il suo modo di utilizzare queste macchine, mentre frequentava
la Monroe High School di Los Angeles, infatti, realizza la sua prima scorribanda
informatica introducendosi nei sistemi informatici della sua scuola e sostituendo
alcuni voti. Per questo motivo viene espulso dalla scuola, ma ciò non
lo ferma, infatti, subito dopo, per vendicarsi di una persona che detestava,
forzando i computer della società telefonica, gli fa addebitare la bolletta
di un ospedale per l'ammontare di 30.000$.
La rete si iniziava a sviluppare e Kevin passava sempre più
tempo al computer, facendo quello che fino a poco tempo prima aveva fatto con
le radio: cerca di conoscere nuove persone, è in questo frangente che
si battezza "Il Condor", prendendo come spunto il film "I tre
giorni del Condor".
A 16 anni prende la patente e targa la sua macchina "X-HACKER",
poco dopo iniziano i suoi primi problemi con la giustizia, quando, avido di
informazioni, sottrae dei manuali informatici e per questo viene arrestato.
La sua carriera è ben lungi dal terminare, viene arrestato
altre tre volte per reati informatici nel 1983, nel 1987 e nel 1988, quest'ultimo
reato, perpetrato ai danni della rete della Difesa americana, viene condannato
molto più duramente degli altri. Il giudice Mariana Pfaelzer lo condanna
ad una pena ben superiore a quella chiesta dall'accusa, pronunciando la famosa
frase "Questa è l'ultima volta che fa una cosa simile, signor Mitnick".
La giustizia americana è clemente con lui e viene rilasciato
dopo 22 mesi passati in una prigione di massima sicurezza e qualche tempo in
una casa di cura per persone con problemi mentali, ma gli viene imposto il divieto
di utilizzare il computer. Siamo agli anni '90, Mitnick capisce la lezione e
diventa invisibile, prende tutte le precauzioni possibili, gira tutti gli stati
americani portandosi dietro il suo notebook e collegandosi con cellulari clonati,
evita di rimanere a lungo nello stesso appartamento, le persone a lui più
vicine lo definiscono "un fantasma".
E' in questo periodo salta fuori tutto il rancore verso le
grandi multinazionali, colpevoli di detenere e impriggionare l'informazione,
tramuta le sue imprese da semplici scorribande a crociate per la liberazione
dell'informazione, il suo unico fine diventa quello di trovare e rendere pubblici
tutti i segreti che può.
Il suo primo obbiettivo è la ricerca di errori nei sistemi
informatici, più ne scopre più i suoi attacchi diventano efficaci,
il Condor punta a dei particolari sistemi: i VAX della Digital Equipment Corporation
di Palo Alto, considerati fino a quel momento invulnerabili, mette sotto controllo
i vertici di questa società e in particolare i suoi analisti, fino a
scoprirne i segreti più nascosti.
Poco tempo prima aveva conosciuto Bonnie Vitello, una ragazza
poco più grande di lui, la quale lavorava per la compagnia telefonica
di Los Angeles, è proprio grazie a lei che con accessi privilegiati alla
rete telefonica, accede alla rete della Digital trafugando le sorgenti di alcuni
programmi top secret. Questo attacco è considerato per la sua difficoltà
uno dei più virtuosi messi a segno da Kevin. L'attacco è stato
studiato minuziosamente nei particolari, Mitnick, infatti, cambia il numero
con il quale si stava connettendo il 007 e inserisce come intestatario James
Bond, burlandosi di chi doveva seguire le sue tracce.
L'FBI è sulle tracce di Mitnick, ma è impotente,
perchè lui li controlla, spia le loro conversazioni, conosce tutti i
loro spostamenti, sa il giorno e l'ora in cui arriveranno a bussare alla sua
porta, e ovviamente sparisce poco prima.
Saccheggia i dati di moltissime società, piccole e grandi,
ruba i loro segreti più nascosti, muovendosi come un ombra e prendendosi
gioco dell'FBI che, spinta dalle grosse lobby, lo inserisce nella classifica
dei peggiori criminali, è in questo momento che l'opinione pubblica viene
a conoscenza della sua esistenza per mezzo di un articolo del New York Times
del 4 luglio 1994.
E' Natale del 1994, quando il Condor vola troppo in alto, penetra
nel computer di casa di Tsutomu Shimomura, esperto nipponico di sicurezza informatica
che lavora in America per la Motorola, lasciandogli il messaggio “Find
me. I am on the net”, “Trovami, sono sulla rete” e facendo
razzia dei suoi dati. Quest'attacco diventa famosissimo per l'utilizzo di una
tecnica mai utilizzata prima: l' IP Spoofing.
Tra i dati sottratti vi sono le sorgenti del firmware del nuovo
cellulare della Motorola, dati molto importanti sia per le società concorrenti
che per la sicurezza del cellulare stesso, in quanto chi aveva queste sorgenti
poteva variare il firmware a suo piacimento per scopi illeciti.
La caccia all'uomo si trasferisce nella rete e il Condor, anche
a causa degli articoli sulla stampa che lo mettono in cattiva luce, perde la
sua freddezza, contatta sempre più spesso Jonathan Littman, un giornalista
che aveva già scritto su di lui, rischiando sempre di più di commettere
errori.
E' proprio Littman che, involontariamente, parlando con un
suo collega, lo vende indicando a Shimomura e l'agente dell'FBI Levord Burns
la sua posizione facendolo arrestare il giorno di San Valentino del 1995.
E'
da quel giorno che la comunità internet che lo appoggiava, ha tenuto
vivo il suo ricordo con iniziative, legali e non, per sostenerlo. Sono stati
parecchi i boicottaggi e gli attacchi di massa nel nome del Condor ed è
ormai passato alla storia il contatore presente nel sito
www.kevinmitnick.com,
fondato dai suoi sostenitori, che conta alla rovescio il tempo restante alla
sua scarcerazione.
La spiegazione dell'arresto di Kevin viene fornita dal suo
amico Legion, hackers super ricercato, con le seguenti parole: "Mitnick
è rimasto prigioniero non del FBI, ma dalla sua stessa ossessione a violare
sistemi di sicurezza per carpirne le informazioni... non è riuscito a
fermarsi, ha volutamente spinto la propria opera di sacchieggio oltre ogni limite
consentito. Se solo avesse voluto nessuno sarebbe mai riuscito a mettergli un
paio di 'braccialetti' ai polsi..."
Il Governo americano, l'FBI, Shimomura e chiunque ha contribuito
alla cattura del Condor, ha ottenuto l'effetto contrario a quello voluto, trasformando
il Condor da ragazzo brufoloso che cambiava i voti e si avviava ad una carriera
criminale, al paladino della libertà d'espressione e del software libero,
sorretto da una grossa fetta del popolo di internet che lo ha eletto suo capo
spirituale.
Il Condor è stato scarcerato il 21 gennaio 2000 dopo
quattro anni in cella, dove gli è stato vietato l'utilizzo del computer,
e persino della radio o del cellulare. Gli è stato inoltre vietato l'utilizzo
di un computer per tre anni e lo svolgimento di qualsiasi lavoro ad esso connesso.
Inoltre Kevin ha dovuto risarcire le aziende maggiormente colpite dai suoi attacchi
con una cifra ben più bassa degli 80 milioni di dollari da esse richiesto.
Kevin dopo la sua scarcerazione ha fatto ancora parlare di
lui, per la sua battaglia per riavere la patente da radioamatore, che, dopo
25 anni, gli è stata tolta e per la sua battaglia contro le leggi varate
dal governo dopo gli attenati terroristici del 11 settembre 2001 che secondo
Kevin ledono la libertà informatica personale e condannano gli hacker
alla stregua di terroristi.

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